Era sicuro che il Piano Cervellati venisse approvato e così è stato. Sicuro anche che quello licenziato dall’assise comunale di Senigallia fosse un importantissimo strumento per lo sviluppo e allo stesso tempo il recupero della antica struttura della città. A parlare così l’Assessore ai Lavori Pubblici Maurizio Mangialardi, in un’intervista in esclusiva nella redazione 60019.it, su diversi progetti portati avanti dall’Amministrazione Comunale.
Ecco la prima parte dell’intervista che l’Assessore ci ha concesso, nei prossimi giorni verrà pubblicato il seguito.
Redazione: Parliamo della riqualificazione di Senigallia, perchè ora?
Mangialardi: Da tempo eravamo impegnati su questo fronte, quello della riqualifica e ristrutturazione della città e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il progetto è in realtà nato già nel 2001 e diversi interventi sono stati effettuati, penso alla biblioteca comunale, alla Cittadella dei Saperi, l’Informagiovani e a Palazzetto Baviera per il quale è stato reperito e stanziato oltre un milione di euro.
R.: Per quanto riguarda, nel concreto, la destinazione d’uso di Palazzo Gherardi?
M.: L’Amministrazione Comunale sulla destinazione di Palazzo Gherardi è sempre stata aperta a qualsiasi idea che fosse concretamente realizzabile, ma il problema è che in questo momento non c’è un progetto.
R.: La candidata alle primarie per il Centrosinistra Francesca Paci ha però proposto la destinazione museale e l’ha indicata come fattibile con adeguamenti di poco conto.
M.: Per prevedere l’uso di un qualsiasi palazzo o monumento bisogna cercare di reperire i fondi necessari. Non si possono fare proposte senza provvedere ai soldi per metterle in pratica. Non sono contrario all’idea del museo, ma ora non ci sono le condizioni per metterlo a norma, per esempio non ci sono uscite di sicurezza, ed occorre anche specificare museo di cosa, che sia in accordo con la città e che non sia un "doppione" di altre iniziative. Chi si candida deve sempre puntare al miglioramento di se stesso, dei progetti e delle idee che mette a disposizione della città.
R.: E sulle edificazioni di via Corfù e del bastione di via Rodi?
M.: L’idea dell’Amministrazione è quella di portare Senigallia a quella che era l’immagine "antica" della città, per cui è stato semplicemente presentato quello che era previsto, parlo del bastione di via Rodi, già nel Piano Regolatore Generale, che aveva avuto il parere positivo della Sovrintendenza. Siamo solamente andati avanti coerenti con la nostra idea iniziale: un cambiamento deve anche essere giustificato, anche dal punto di visto economico.
R.: Su via Corfù c’è stato però un passo indietro della maggioranza...
M.: Il progetto Cervellati non è nato a caso, ma dietro c’è la volontà di tornare alla forma precedente il terremoto del 1930. Sulla prevista edificazione che avrebbe chiuso la via, l’Amministrazione ha messo in campo lo strumento del dialogo coi cittadini residenti nella zona, ha ascoltato le richieste e le ha fatte proprie. Non è un passo indietro ma un intervento di mediazione importante che parte dalle necessità dei cittadini. Non è pensabile di seguire alla lettera tutti i desideri dei cittadini ma l’interesse collettivo va perseguito e anche in questo caso è stato così.
R.: Perchè tutta questa voglia di costruire?
M.: Non si tratta di costruire, ma di ristrutturare e riqualificare. Anzi, dirò di più: i tassi di edificabilità in diverse zone di Senigallia sono stati abbassati da 0,86 a 0,50, unico caso in Italia. Siamo la sola città che si sviluppa prevedendo cubature inferiori a ciò che c’era prima senza pregiudicare il desiderio di riportare la città all’immagine storica. Un esempio: dato che non possiamo e non abbiamo intenzione di consumare altro territorio, prima dobbiamo passare per il ripristino delle strutture, se possibile con cubature minori come previsto nell’area ex-Sacelit, dove la volumetria futura sarà ben quattro volte inferiore a quella precedente.
R.: Dove porterà tutto ciò?
M.: Lo scopo del piano è quello di riportare la residenza in centro e nelle zone limitrofe senza però pregiudicare un concetto di sviluppo sostenibile. Anzi, a questo proposito bisogna dire che Senigallia entrerà a far parte dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, procedimento che, ci è stato detto, potevamo intraprendere da tempo, dato che la nostra città è per l’Associazione un esempio ed un riferimento.
Intervista a cura di Carlo Leone e Luca Ceccacci