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Volti e nomi della Senigallia celebre, ma modesta n°1: Luisanna Gresta

Primo numero della nuova rubrica a cura di Franco Giannini

Luisanna GrestaGli amici che hanno la bontà mista alla pazienza di leggermi e seguirmi nelle mie avventure narrative, quando si imbattono in personaggi legati alla Casa Protetta, esclamano: ”Un altro!!?? Ma qualche cosa di più allegro…!!!??“. Ecco, questa volta penso di accontentarli, narrando una storia di una persona che, per me soltanto, inizia circa sei anni fa, ma proprio alla Casa Protetta, dove ella prestava e presta lavoro.

Quello che ricordo perfettamente che mi colpì immediatamente, furono i suoi capelli nerissimi, come pure gli occhi, il suo portamento eretto, il suo fisico minuto ma scattante e sportivo, il suo trucco deciso, ma mai volgare, il suo abbigliamento fuori servizio, elegante, estroso che mi rievocava sapori orientali. La cosa mi portava a ricordare uno sceneggiato dei miei tempi giovanili: Sandokan. In questa persona rivedevo materializzata la figura di Marianna, la Perla di Labuan, come soleva chiamarla Kabir: appunto così fragile, così eretta, minuta ma nel contempo forte, carnagione abbronzata ma non di colore, gentile, premurosa, delicata nel parlare, modesta e schiva dall’essere “primadonna”.

Poi un giorno la vidi presentare uno spettacolino da lei organizzato, preparato e coreografato, per gli anziani della Casa, con il coinvolgimento di diverse sue colleghe, cosa che mi fa pensare, ora, che tra i tanti aggettivi usati fin qui ho tralasciato quello di “paziente”. Da quel giorno quando parlo di lei in casa, con mia moglie, non uso il suo nome, ma quello più appropriato di “la ballerina”.

E’ passata di acqua sotto i ponti, mi è rimasto sempre un desiderio sopito da grafomane quale sono, e solo pochi giorni fa sono venuto a conoscenza di suoi spettacoli estivi in Senigallia, ed ecco che mi è ritornata a mente questa mia vecchia ambizione.

Ora l’ho tirata però troppo alla lunga e di già mi immagino quanti dei miei amici lettori si staranno chiedendo: “ Ma allora dici chi è costei…!!”, ed allora tolgo il velo del mistero e soddisfo la curiosità rivelandone anche il nome: LUISANNA GRESTA. Si suol dire che l’età anagrafica delle donne non debba mai essere rivelato, ma con Luisanna è possibile, perché non rappresenta un’offesa per lei, ragazza del ’58, ma eventualmente potrebbe suonare spiacevole nei confronti di altre signore, sue coetanee che potrebbero guardare con una punta di bonaria invidia, come custodisce la sua carta d’identità. Una ragazza, appunto del ’58, a cui l’orologio si è fermato dieci anni prima.

Luisanna GrestaE’ al “Caffè dei Portici” che mi rilascia la sua intervista, o meglio come ho avuto modo di precisarle, un sua narrazione della sua vita soprattutto artistica. Si, perché l’intervista mi sembra più un mezzo per “denudare” la persona anche di fatti privati che non vorrebbe divulgare, mentre a me interessa conoscere solo quello che può e vuol dire.

I suoi interessi sportivi-artistici, iniziano nel ’74, quando conosce la Ginnastica Ritmica in cui emerge come discreta atleta. Oramai è nel mondo dello sport e quindi al termine degli studi superiori si iscrive all’ Istituto Superiore di Educazione Fisica (ISEF) di Urbino, da dove, a soli 20 anni, se ne esce con la laurea. Ma il passo dalla ginnastica ritmica alla danza è breve, anche perché il lavoro come insegnante di educazione fisica, la porta a Roma. Città questa dove vivono gli artisti arrivati, quelli che lo credono, quelli che lo vorrebbero, ma in principal modo coloro che studiano per diventarlo, anche se poi come dice la canzone del Morandi “Uno su mille ce la fa”. Non posso non dimenticare che la passione per la danza ha fatto rinunciare alla nostra Luisanna una cattedra fissa d’insegnante di Educazione Fisica, per seguire la sua taratura artistica.

A Roma, appunto, la nostra Luisanna ha la fortuna (cercata?) di incontrare RENATO GRECO da cui prende, nel corso di uno stage, lezioni di danza. La Danza però è droga, come pure è studio, uno studio che non ti abbandonerà più, fintanto che non appenderai le “scarpette al chiodo”. Ed ecco che allora non si ferma a Roma, ma comincia il desiderio di volersi perfezionare sempre più e la ricerca di questa perfezione la porta a girare per l’Europa: Zurigo, Lione, Nizza, Lisbona…e poi di nuovo in Italia. Ed è nel corso di queste sue peregrinazioni di studio e ricerca che ha modo di conoscere maestri-artisti di fama mondiale del calibro di ANDRE’ DE LA ROCHE, con il quale studia per due anni e con cui è rimasta amica e ha continuato a tenere i contatti. Poi ancora il GARRISON ed il STEVE LA CHANCE insegnanti della scuola di ballo della trasmissione televisiva “AMICI”, ed ancora MAURO ASTOLFI, SILVIO ODDI, MAURO MOSCONI…e scusatemi se è poco!!

Ritornata a Senigallia prende a ballare sia come solista che in coppia con un altro celebre senigagliese doc: MASSIMO CECCHETTINI. Entrambi formarono un binomio destinato a restare negli annali della danza moderna della nostra città ma non solo. Ma si sa l’arte, quella pura, la vera, quella con la A maiuscola per intenderci, fatta di espressionismo, sensazioni, stati d’animo, sudore, sacrificio, è stata sempre matrigna economicamente, poco redditizia, e quindi i suoi cultori prima o poi hanno dovuto cercarsi un lavoro continuo che permettesse la sopravvivenza sia del corpo che dell’ideale. Ma la danza ha un grande potere, quello di dotare di una forza d’animo impossibile credere che aleggi un simili piume. Gli incessanti esercizi alla sbarra che finiscono per inumidire il parquet di questi stanzoni che più che palestre sembrano saloni con tutti quegli specchi, oltre che rafforzare i muscoli, rafforzano lo spirito e già per questo, almeno un traguardo lo si taglia sicuramente.

Luisanna Gresta e G. Di MauroLuisanna non è da meno, si trova un lavoro, supera i tempi duri, e sa solo Iddio quanti ce ne sono stati!, prosegue nello studio della sua passione e nel contempo comincia anche ad impegnarsi in campi attinenti alla danza, quali la coreografia e l’insegnamento. Cose che la portano ad avvicinarsi al mondo del MUSICAL e delle Rassegne di Danza. Buttati lì solo due titoli di spettacoli: “’l diavul. fa l. pentul. ma no i cuperchi”, poi l’eccezionale versione live del Musical “JESUS CHRIST SUPERSTAR” (vedi foto: Gresta e l’attore G. Di Mauro) replicato poi in tanti teatri italiani.

E mentre mi racconta tutto questo, sul suo viso non compare alcuna velatura di rimpianto, non c’è traccia di sassolini nelle scarpette, c’è solo un sorriso aperto, dolce, una mostra di una dentatura bianca, perfetta che si stacca per contrapposizione sulla sua accentuata abbronzatura. Io e solo io invece da perfetto pachiderma lasciato libero in cristalleria, mi chiedo come faccia a possedere queste doti di tranquillità, mi chiedo come mai talenti del genere non vengano aiutati ad emergere, come possa Senigallia non tutelare e valorizzare simili ricchezze umane.

Dico ciò, perché continua con questo suo racconto di vita artistica, che mi raffiguro sempre, sospesa in continuo volo, portata dalle forti braccia del suo partner, con gli occhi sorridenti ed estasiati e soddisfatti di colui che ha fatto un buon lavoro. Ed ecco che allora con tantissimo, immenso altruismo mi introduce sul discorso dei suoi allievi. La parola “allievi”, viene sussurrata per sincera modestia quasi che fosse una parolaccia, ma nel contempo con un grande orgoglio. Ed è allora che lentamente, quasi timorosa di dimenticare qualcuno, che mi elenca e mi sottolinea “…miei allievi e tutti sparsi per il mondo!” i nomi di DEBORAH FORMICA che balla a Colonia, di FRANCESCA GAMBELLI ballerina a NEW YORK, di GABRIELE GUMA che danza a Philadelphia e che dire di GIULIA OLIVETTI che è entrata negli studi delle TV italiane. Una pausa di riflessione, deve assolutamente non dimenticare nessuno, la sua generosità non glielo permetterebbe, ma invece esalta due sue allieve, ma anche colleghe ed aggiunge “…grandi professioniste affermate”: VALERIA CHIARINI e BARBARA FELICI, con le quali collabora nella scuola di danza classica-moderna che entrambi hanno aperto qui a Senigallia.

Ma il lavoro, la professionalità di Luisanna, ha fatto in modo anche di portare il nome di Senigallia e delle Marche in TV (questo nel 2005), collaborando con i migliori maestri di danza sportiva per portare coppie scelte di professionisti. Tutti questi nomi che vanno da Deborah Gambelli a Barbara Felici, passando per Massimo Cecchettini e senza mai perdere di vista la nostra Luisanna, sono tutti senigalliesi, sono tutte persone che hanno tenuto e tengono ancor ora alto il nome di questa città, e che da questa dovrebbero ricevere, a mio avviso, più che fascio di luce di una pila almeno un fascio di luce di uno spot. Lo dico io, petulante e polemico non lo richiedono loro, sono troppo buoni, bravi, onesti, educati, come la loro dottrina impone, per saperlo fare.

Ma i suoi successi non terminano qui, perché un altro di cui orgogliosamente mi parla è quello raggiunto da un’altra sua giovane allieva ed anch’essa nostra concittadina: la pattinatrice Graziosi del Team Roller Senigallia, che ha conquistato la medaglia d’oro ai recenti Campionati Italiani di Pattinaggio Artistico a Rotelle e che ha gareggiato seguendo gli insegnamenti, consigli e su sue coreografie. Al momento del congedo, non ho potuto evitare la solita banale domanda, ma non farla mi sarebbe sembrato di peccare in trascuratezza: ”Luisanna, ed ora che cosa sta preparando, quali sono i futuri obiettivi, cosa intende fare da grande?”. Mi ha guardato sorridente e mi ha risposto: ”Sto lavorando con altri amici in uno spettacolo, che dovrebbe andare verso la metà di settembre qui, in Senigallia. Ma sa, noi artisti siamo sempre un po’ scaramantici e non le dico allora altro…sappia però che sarà tra i primi ad esserne informato”. Poi mi ha garbatamente ringraziato per l’incontro (…lei ha ringraziato me…!!!) ha inforcato la sua bici bianca e con una pedalata decisa si è dileguata nel traffico cittadino della serata.


di Franco Giannini

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