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Senigallia, l’IdV punta a far luce sulla "Generazione a stipendio zero"

Tirocini, stages, formazione e orientamento continui: un odg al Consiglio comunale

Senigallia Lavoro

logo Idv SenigalliaLa generazione stipendio zero”. “I condannati a lavorare gratis”. Il prossimo ordine del giorno in Consiglio comunale, presentato dal Consigliere comunale Dario Romano, riguarderà i giovani impiegati nei tirocini formativi e di orientamento. Noi dell’Italia dei Valori Senigallia riteniamo condivisibile l’ordine del giorno, che però speriamo non sia solo una bella parentesi in un cielo grigio che è quello della realtà sociale del nostro Paese e città, nella crisi economica da cui ancora non siamo usciti.

In questo senso vorremmo si dire che i tirocini formativi hanno una valenza intrinseca molto alta e che molte volte i tirocinanti sono stati relegati a fare solo fotocopie. Ma, vorremmo che si discuta della realtà fin troppo taciuta.

Le giovani e i giovani impegnati in stage e tirocini non retribuiti sono sempre più una generazione a costo zero, condannata a lavorare gratis. Ad esempio, è stato proprio Enrico Rossi presidente (Pd) della Regione Toscana pochi giorni fa a parlare del fenomeno come di “sfruttamento” e a preparare un piano per permettere alle aziende di pagare i tirocini, un progetto per introdurre un rimborso di 400 euro al mese, metà dei quali ce li mette la Regione, il resto l’azienda. Allo studio, per di più, c’è anche un incentivo fra i 6 e gli 8mila euro da offrire al soggetto che assume il giovane tirocinante.

E’ un ragionamento che deve iniziare ad essere fatto anche nella nostra realtà territoriale, e dalla Regione Marche, iniziando a prendere in considerazione i troppi tirocini formativi e stage che spesso mascherano rapporti di lavoro subordinato; delle volte sostituendo i lavoratori andati in pensione oppure i licenziati (altro che semplici fotocopie). Siamo consapevoli che il lavoro negli ultimi 10 anni è molto cambiato, ma l’alto tasso di disoccupazione giovanile e l’assenza di un sistema di protezione sociale per chi ha un contratto atipico sono una priorità per la politica. C’è stata una degenerazione di stage e tirocini, e spesso utilizzati in maniera impropria questi contratti diventano forme di sfruttamento non retribuite.

Bisogna quindi regolamentare la durata massima a seconda delle mansioni ed evitare che gli stagisti possano rimpiazzare chi è stato licenziato oppure chi è andato in pensione. Certo è che bisogna aprire un tavolo con Regione e sindacati, ma sarebbe anche l’ideale che i Comuni iniziassero a cercare di pagare gli stagisti almeno 400 euro.

Perché, conoscendo il mondo del tirocinio o stage, stipendio a parte, non manca niente: fatica, ansia, orari lunghi e la solitudine di una precarietà che vieta di affezionarsi a luoghi o persone, con la consapevolezza di un futuro incerto e che non si vede.

Prendiamo consapevolezza che c’è una sola curva in rapida salita nel grafico del mondo del lavoro di una società in crisi economica: è quella dei tirocini e degli stage gratuiti e low cost.
Un lavoro atipico in espansione recluta una generazione di giovani e li invita e entrare come apprendisti volontari. C’è una città, una Regione, che lavora gratis per diversi mesi l’anno che alimenta i fatturati e l’efficienza e non aspetta buste paga.

di Stefano Canti
Italia dei Valori Senigallia

IdV Senigallia
Pubblicato Mercoledì 2 marzo, 2011 
alle ore 15:49
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Commenti
Solo un commento
Anonimo2011-03-03 09:27:26
Finalmente qualcuno si accorge!
Oh finalmente qualcuno si accorge di questo problema: c'è gente che è destinata a svolgere tirocini a vita......
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